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Volcanoids sottosuolo magma

Abbiamo provato Volcanoids: tra terremoti, vulcani, trivelle e tanto steampunk

Abbiamo provato Volcanoids: tra terremoti, vulcani, trivelle e tanto steampunk

20 maggio 2020

A cura di
Editing testo Jacopo Pio Masella

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Volcanoids è un survival, base-building e sparatutto in prima persona in stile steampunk attualmente in accesso anticipato su Steam. Nei giorni passati, abbiamo avuto modo di testarlo grazie all’accesso garantito dallo sviluppatore Volcanoid, per provare con mano una nuova build del gioco che sarà disponibile con l’aggiornamento del 20 maggio 2020.  È in sviluppo da circa due anni e sarà in Early Access per almeno un anno ancora e, considerando che il team di sviluppo è composto da sole 4 persone, oggi cercheremo di andarci il più delicatamente possibile. Si tratta del primissimo titolo di uno studio agli albori, quindi cercate di ricordarlo dopo aver letto questo articolo.

 

 

 

  • Volcanoids artwork lore

Il gioco ha luogo su un'isola vulcanica dove sorgeva una fiorente città portuale che un tempo era la nostra casa, trasformata, di punto in bianco, in un luogo ostile dopo molteplici eruzioni. Della città non è rimasto più nulla e l’intera isola ha ora l’aspetto di un mondo post apocalittico. La popolazione ha trovato riparo altrove ma, dopo anni, alcuni coraggiosi esploratori decidono di tornare a mettere piede sull’isola per scoprire quanto più su l'intensa attività sismica. L’introduzione non si prolunga troppo e il gioco ci butta subito nelle complesse meccaniche del gameplay. Da questo momento, infatti, quello scorcio di trama sembra solamente essere un pretesto per introdurci al setting e alle esigenze che ci ritroveremo da qui a poco a dover soddisfare. Tutto quello che il giocatore avrà a disposizione è la sua inventiva e la capacità di trasformare rottami in componenti utili per migliorare equipaggiamento e trivella (la nostra casa mobile nonché fabbrica), per avere un vantaggio non indifferente sul nostro nemico. Ma non aspettatevi di trovarvi in uno di quei sandbox fatti bene, perchè “grezzo” sarebbe comunque un complimento troppo azzardato. 

 

 

 

Sin dai primi passi nei panni del nostro alter ego ci rendiamo conto di quanto sia acerbo il prodotto: la qualità dell’audio non arriverebbe alla sufficienza in sede di recensione, le tracce sono sconnesse, di volume differente e passano dall'una all’altra senza nessuna transizione; il tutorial è povero e il giocatore si troverà presto a dover fare i conti con meccaniche poco intuitive e senza alcuna preparazione di base; modelli poligonali che si ripetono a comporre un mondo di gioco quasi privo di personalità; nemici poco credibili, guidati da una IA di scarsa efficacia e tutti identici; quest che solo all’inizio sembrano volerci portare da qualche parte, ma che invece iniziano troppo presto a ripetersi e a trasformare il ritmo di gioco, ad appesantirlo e a rallentarlo fino a portare il giocatore ad annoiarsi dopo solo poche ore di prova. Insomma, nessuna pretesa particolare per un titolo che si presenta in questo modo, ma è anche vero che altre produzioni sono riuscite a fare di meglio con molto meno. Ma andiamo per gradi.

 

Una volta preso il controllo del nostro alter ego seguiremo il povero tutorial che ci insegnerà poco più di nulla, se non seguire passo passo le indicazioni che ci suggeriranno cosa fare senza darci sufficienti informazioni per capire cosa stiamo facendo o come applicare quelle stesse meccaniche per altre opportunità di gioco. Neanche il tempo di prendere  la mano con i comandi base che l’NPC, il nostromo del sottomarino che ci ha portati sull’isola, smette improvvisamente di istruire e ci liquida spedendoci a raccogliere i primi materiali per portare a termine una specie di quest introduttiva. 

 

  • Volcanoids generatore concept art
  • Volcanoids trivella nel verde

Ci lanciamo nella mappa, piccone alla mano, in cerca dei materiali necessari per continuare la nostra avventura, step dopo step. Il forte della produzione arriva quando giungiamo finalmente alla trivella, cardine del concept del titolo nonché punto essenziale dell’esperienza di gioco. La trivella ha delle meccaniche di funzionamento particolari e sarà necessario organizzare la nostra partita in funzione di queste: qui avrà inizio la parte meramente gestionale che ci richiede una certa capacità nella gestione ed allocazione di risorse per ottenerne di nuove, oltre che potenziamenti per equipaggiamento e trivella. Purtroppo, al momento, tutte queste meccaniche risultano confusionarie e sicuramente lasceranno disorientati quei giocatori senza esperienza in titoli di questo genere. Idea brillante, ma accessibilità al gameplay e alle meccaniche non all’altezza.

 

 

La trivella sarà come una casa, un quartier generale dove trovare riparo e gestire le risorse, che dovrà essere comunque curata con potenziamenti e difese. Questa gode di una meccanica di potenziamento a moduli che vanno installati all’esterno. Come noi ci prendiamo cura della nostra trivella, questa ricambierà portandoci in salvo quando un’altra meccanica peculiare della produzione si manifesta. Parliamo delle eruzioni. In perfetta coerenza con la trama, l’isola continuerà a minacciare con esplosioni e terremoti ai quali non sopravviveremmo senza la protezione della nostra cara trivella. Ad intervalli di tempo irregolari (dipende anche dalla difficoltà di gioco scelta) la mappa di gioco cambierà aspetto a causa di questi fenomeni. La parte più affascinante è sicuramente il primo impatto visivo con l’intera zona che ritroveremo coperta da cenere. I ritmi si fanno spesso incalzanti, costringendoci ad accelerare i piani per la ricerca di nuovi materiali per migliorare la trivella e poter continuare l’avventura senza rimetterci la pelle. E poi niente più.

 

  • Volcanoids bot nemici (1)

Per quanto riguarda il combat system non ce la facciamo a giustificare la completa noncuranza del team. Questo è privo di qualsiasi tipo di feedback, per nulla stimolante, antiquato ed è la meccanica meno convincente fino ad ora. I nemici, poi, non migliorano di certo la situazione: sono tutti identici l’un all’altro e seguono dei pattern di attacco prestabiliti, con un comportamento tutt’altro che imprevedibile. Neanche l’eccessiva aggressività riesce a renderli più credibili. Lo spawn di questi è randomico e privo di principio logico: se vi trovate in un ambiente ostile, questi continueranno ad apparire alle vostre spalle non ponendo fine all’azione. Anche le meccaniche di esplorazione risultano essere inefficaci al momento. La mappa di gioco è sufficientemente ampia, e nasconde molti luoghi, anche sottoterra, dove potremmo addentrarci in cerca di materiale. In ogni caso, qualsiasi suolo calpestabile ed esplorabile è vuoto, povero di dettagli e risorse.

 

C’è da dire che gli sviluppatori seguono con attenzione l’evolversi della playerbase e sono molto attenti ai feedback che continuano a ricevere da quella piccola community che sembra affezionarsi al progetto. Volcanoids gode infatti di premesse originali, in grado di mantenere vivo l’interesse di un pubblico appassionato di giochi sandbox e survival. Purtroppo per la versione definitiva del gioco dovremo aspettare ancora un paio di anni e, nonostante il primo impatto non sia stato poi così soddisfacente, non vediamo l’ora di vedere cosa salterà fuori da un’idea così singolare. 

Volcanoids trivella oro

Fino a quel giorno, però, ci è dato sapere che in cantiere ci sono una main quest completa, avvincente e con l’obiettivo di puntare su una narrazione all’altezza delle aspettative, un mondo ricco di NPC con i quali interagire in diversi modi, oltre che una modalità multigiocatore coop. Per quanto riguarda quest’ultima, nonostante il team ci abbia fornito di un’anteprima dedicata, non ci è stato possibile provare la modalità cooperativa e ci auguriamo di riuscire a farlo in un secondo momento.

 

 

Lo sviluppatore Volcanoid ha fornito diverse chiavi del gioco dedicate alla stampa al team di gametales.it per la produzione di più contenuti dedicate all'Early Access di Volcanoids

Conclusioni

Insomma Volcanoids è un gioco che non pecca in stile e idee, quanto piuttosto nelle meccaniche, proprio lì dove un titolo di questo genere non può sbagliare. Dopo aver appreso le meccaniche e aver portato a termine i primi compiti, il gioco inizia a perdere colpi, riproponendo quest quanto più simili tra di loro, con nemici pressoché identici l’uno all’altro. Si tratta comunque di un prodotto lontano dall’essere finito, quindi non ci meravigliamo se possano esserci mancanze più o meno gravi, ma quello che al momento è giocabile non è sufficientemente vicino all’essere soddisfacente. Se da un lato c'è la totale assenza di animazioni ed elementi visivi che siamo abituati a dare per scontati, dall’altro troverete poco da fare durante la partita, almeno in questa versione del gioco.

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