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Warzone: POW3R lancia un hashtag di protesta per la tragica situazione cheaters

Warzone: POW3R lancia un hashtag di protesta per la tragica situazione cheaters

10 maggio 2021

A cura di
Editing testo Simona Bardaro

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Dopo l'ennesima imbarazzante situazione in gioco tra streamsnipers e cheaters, POW3R, un content creator che non crediamo abbia bisogno di presentazioni, ha dovuto interrompere le attività durante una live (anche più di una) per provare a chiarire, una volta per tutte, con gli imbroglioni che infestano Call of Duty: Warzone e che in particolare assillano, senza sosta, il creator. La cosa assurda è che si è arrivati oltre un limite che va ben al di là dell'imbarazzante.

Come testimoniano anche i video del canale YouTube pubblicati il 9 e 10 maggio 2021, durante i quotidiani stream su Twitch, Giorgio ha dovuto interrompere le partite, data la massiccia e inquietante presenza di cheaters e streamsnipers. Messo ormai nella situazione di non riuscire a giocare neanche una partita senza essere ingiustamente importunato, lo streamer ha provato ad "accontentare" le richieste di alcuni di questi, inquadrando lo schermo con la webcam e riavviando il PC per dimostrare, stando alle accuse degli stessi imbroglioni, che non si avviasse alcun software illecito, garante di un qualsivoglia vantaggio.

Conoscendo la carriera di Giorgio, gli sforzi per migliorare le communities su vari titoli e le straordinarie abilità di gioco che lo hanno portato a partecipare e vincere numerose competizioni internazionali, viene già difficile solamente sospettare possa affidarsi a vie traverse per registrare i risultati e i contenuti che ottiene quotidianamente. La cosa che ha dell'incredibile, e che a dirla tutta ci rattrista e ci fa rabbia, è che sono stati avanzati dei ricatti basati su accuse infondate.

Armandosi di una pazienza che sicuramente non tutti avremmo avuto nella stessa situazione, Giorgio è riuscito a mettersi in contatto con alcuni di questi, attraverso il sistema di inviti del gioco, per chiedere spiegazioni. La conversazione, che potete ascoltare nella seconda metà del video che vi lasciamo qui sotto, ha prodotto l'effetto completamente opposto: due cheaters che, a detta loro fanno parte di un numerosissimo gruppo, continuerebbero ad assillare POW3R perché userebbe a sua volta trucchi per vincere, ritenendo che le prove (non necessarie) fornite dallo streamer stesso non fossero sufficienti per la dimostrazione.

Ascoltando la conversazione, risulta più che chiaro il fatto che i due fossero poco più che ragazzini con nulla di meglio da fare, che lanciano accuse ed esprimono considerazioni illogiche e tutt'altro che razionali. Giorgio ovviamente si è difeso, ma ha scelto di non attaccare eccessivamente i due, limitandosi a chiedergli di essere lasciato in pace. Il colpo grosso, e che dovrebbe far pensare, è la mossa fatta verso Activision. Lo streamer condanna infatti la mancanza di azioni efficaci da parte del colosso americano nei confronti di questi utenti, che ormai si sentono liberi non solo di agire indisturbati rovinando migliaia di partite ogni giorno, ma anche di prendere il controllo della situazione, avanzando accuse e ricatti a chi cerca di creare un ambiente sano e pulito per la community del gioco.

La protesta di POW3R è stata incarnata in un hashtag postato su Twitter, un mezzo potente per comunicare il disagio e stimolare gli utenti a unirsi e protestare sia contro i cheaters sia contro Activision, affinché apra gli occhi e si dia finalmente una mossa.

Questa non è la prima volta che lo streamer si muove propositivamente in circostanze simili. Invitiamo tutti a partecipare a questo movimento, dato lo sforzo minimo richiesto da parte di ognuno, ma che potrebbe produrre un risultato importante. L'obiettivo è quello di diffondere quanto più possibile l'hashtag #FIXWARZONEita e mandarlo in tendenza sui social.

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