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Xbox Project Helix potrebbe costare tra 1.200 e 1.800 dollari senza sussidi

21 ottobre 2026

La prossima generazione di console Xbox, conosciuta internamente con il nome in codice di Project Helix, potrebbe debuttare sul mercato a cifre nettamente superiori rispetto al passato. Secondo quanto riportato da un'approfondita inchiesta pubblicata dalla rivista Fortune, le proiezioni interne di Microsoft stimano che il prezzo per i consumatori potrebbe oscillare tra i 1.200 e i 1.800 dollari, a meno che l'azienda non decida di applicare ingenti sussidi per abbattere i costi di vendita del nuovo hardware.

Stando a quanto emerso, la linea legata a Project Helix dovrebbe articolarsi su due diversi dispositivi: le indiscrezioni indicano l'arrivo di una console portatile nel corso del 2027, a cui farebbe seguito il lancio della macchina principale previsto per la stagione natalizia del 2028. Sebbene la dirigenza di Microsoft abbia ribadito a più riprese che le console rimangono un elemento centrale per il business gaming della compagnia, i vertici si trovano ora a dover fronteggiare una sfida economica senza precedenti nel panorama domestico.

L'impatto dell'intelligenza artificiale e i costi di produzione

La CEO di Xbox, Asha Sharma, ha definito l'accessibilità economica come uno dei principali ostacoli nello sviluppo di Project Helix. Il fattore trainante di questo vertiginoso aumento risiede nella corsa globale all'intelligenza artificiale, che sta assorbendo gran parte delle scorte disponibili di memorie RAM e unità di archiviazione, anche se parte delle infrastrutture server allestite nei data center risulta al momento inutilizzata. I produttori di RAM prevedono inoltre che i prezzi dei componenti subiranno ulteriori rincari tra il 2027 e il 2028. Le tensioni sulla catena di fornitura si riflettono già sul presente: Microsoft fatica persino a mantenere riforniti i negozi con Xbox Series X e Series S, nonostante i considerevoli aumenti di prezzo introdotti negli ultimi dodici mesi. Secondo i report, anche la futura PlayStation 6 starebbe affrontando pressioni simili relative ai costi.

Storicamente, i produttori di console hanno assorbito una parte consistente dei costi di fabbricazione vendendo l'hardware in perdita. Nel 2022, l'ex responsabile della divisione Xbox Phil Spencer aveva illustrato chiaramente la dinamica di questo modello commerciale:

Le console come modello di business, nell'ambito generale del gaming, sono piuttosto ridotte rispetto ai luoghi in cui le persone giocano. Le console si sono evolute verso un modello di business molto diverso da quello dei telefoni, dove l'hardware viene effettivamente venduto in perdita sul mercato. Quindi, quando qualcuno acquista una Xbox dal proprio rivenditore locale, noi stiamo sussidiando quell'acquisto tra i 100 e i 200 dollari, con l'aspettativa di recuperare quell'investimento nel tempo attraverso le vendite di accessori e il negozio digitale.

Questo meccanismo poggia tradizionalmente sulle commissioni generate dalle vendite di titoli terze parti, capaci ad esempio di fruttare centinaia di milioni di ricavi a Sony senza costi diretti di sviluppo. Tuttavia, se la base installata di una console fatica a espandersi, come accaduto a Xbox nel corso dell'attuale generazione, i margini per recuperare l'investimento si riducono notevolmente. Inoltre, anche se Microsoft decidesse di continuare a stanziare centinaia di dollari a pezzo per mitigare il prezzo finale, un simile intervento rischierebbe di incidere in misura marginale su un dispositivo con un costo di partenza stimato fino a 1.800 dollari.

insert_link Fonti: Kotaku - Eurogamer - Video Game Chronicole

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