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14 ottobre 2026

Dan Houser riflette su Max Payne 3: «Ho sbagliato tutto, è stato un mio fallimento»

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Nonostante la sua lunga carriera in Rockstar Games sia stata caratterizzata da enormi successi commerciali e di critica, l'ex vicepresidente e sceneggiatore Dan Houser ritiene che Max Payne 3 abbia rappresentato il passo falso più significativo dello studio. In un'intervista rilasciata a IGN, l'autore ha esaminato a posteriori le scelte creative adottate per lo sparatutto in terza persona, assumendosi apertamente la responsabilità per non aver saputo replicare ciò che i fan cercavano dopo i primi due capitoli.

A differenza dei predecessori creati da Remedy Entertainment e sceneggiati da Sam Lake, il terzo capitolo del franchise era stato sviluppato interamente all'interno di Rockstar Games e scritto principalmente dallo stesso Houser. Il progetto ha spostato le vicende del tormentato protagonista dalle atmosfere metropolitane classiche alla soleggiata São Paulo, in Brasile, puntando su un'azione serrata e una struttura fortemente cinematografica.

Era un gioco lineare, quindi è stato un po' diverso dallo scrivere un open-world, un po' più strutturato. Mi è piaciuto molto come esperienza. Ho amato ciò che abbiamo fatto sul piano del design, il modo in cui il gioco non aveva caricamenti, il modo in cui sembrava un film di 12 ore, alcuni elementi visivi realizzati con le parole sullo schermo. Sentivo che stavamo creando un'esperienza digitale noir davvero forte, ma l'opinione diffusa all'epoca fu che la gente lo odiava. Dan Houser a IGN

Il confronto con Sam Lake e il responso commerciale

L'allontanamento stilistico e tonale dai canoni originali della serie ha finito per deludere una parte consistente degli appassionati. Houser ha sottolineato quanto abbia pesato l'assenza della penna di Lake, riconoscendo i limiti del proprio operato decisionale e narrativo.

Ho sbagliato completamente. Conosco bene Sam Lake, è una bravissima persona e ha davvero talento. Pensavo che avessimo fatto un buon lavoro nel creare un altro Max Payne. Ad alcuni è piaciuto, a molti no. Quindi abbiamo sbagliato, o io ho sbagliato. Ho fallito. La mia parte non è stata un successo. Il gioco è fatto benissimo, ma non ha avuto il successo che avrebbe dovuto avere. Direi quindi che gran parte di quel fallimento è mia, sia come una delle persone al comando delle decisioni, sia come scrittore, dato che alle persone è mancata davvero la sua scrittura. Dan Houser a IGN

Pubblicato nel 2012 su PC, PlayStation 3 e Xbox 360, Max Payne 3 era ambientato otto anni dopo gli eventi del secondo capitolo. La trama seguiva Max nella sua dipendenza da antidolorifici e alcol mentre cercava di rifarsi una vita come guardia di sicurezza privata per la famiglia Branco, finendo a scontrarsi con le bande criminali locali dopo il rapimento di Fabiana Branco. Sebbene la critica abbia lodato il gunplay e le animazioni, il titolo non ha raggiunto i numeri di vendita di altre produzioni Rockstar, complice anche la concomitanza del lancio nello stesso giorno di Diablo 3. Il futuro del franchise passa ora nuovamente per le origini: Remedy e Rockstar hanno stretto una collaborazione per realizzare il remake dei primi due Max Payne in un unico titolo, affidato alla tecnologia interna dello studio finlandese e pubblicato da Rockstar.

insert_link Fonti: Gaming Bolt - Kotaku - IGN US

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