Informativa

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy, inclusa la personalizzazione e l'analisi di annunci pubblicitari e contenuti. Per saperne di più o per revocare il consenso relativamente a uno o tutti i cookie, fai riferimento alla cookie policy. Dichiari di accettare l’utilizzo di cookie chiudendo o nascondendo questo banner, proseguendo la navigazione di questa pagina, cliccando un link o un pulsante o continuando a navigare in altro modo.

fiber_manual_recordLive

Login

Facebook Instagram Discord Telegram Twitch YouTube
Controller PS4 e Xbox One Sfondi colorati

Xbox Series X: nessuna esclusiva per due anni. Chiariamo la situazione

Xbox Series X: nessuna esclusiva per due anni. Chiariamo la situazione

Pubblicato il 13 gennaio 2020

A cura di
Editing testo Simona Bardaro

Esclusive. Quando si parla di console da gioco e si mette in mezzo la parola “esclusiva” inizia inevitabilmente la solita diatriba tra fan Xbox e PlayStation. Nulla di male, certo (anche se dopo tutti questi anni la storia è diventata alquanto patetica), ma con tutta questa fretta di scendere in campo in difesa della propria fazione ci si dimentica di cosa si stia parlando.

 


La notizia, che anche questa volta sta scatenando l’ennesimo scontro, l’ha fatta niente meno che il capo dei Microsoft Studios, Matt Booty, il quale in una recente intervista ha svelato i piani degli studios first party del colosso videoludico americano per i prossimi anni. Con il lancio di Xbox Series X Microsoft non si dimenticherà delle console di questa generazione, ovvero Xbox One S e Xbox One X. Infatti, tutti i giochi in esclusiva Microsoft/Xbox saranno disponibili e perfettamente giocabili anche su queste, ovviamente in una versione depotenziata all’occorrenza, data la netta differenza di capacità in termini di potenza.


Parliamo ormai da due anni di Xbox come ecosistema e non più come unica piattaforma hardware, come ad esempio è più facile percepire la controparte giapponese, e da un'analisi oggettiva la scelta della compagnia ci risulta più che lecita. Basti pensare al fatto che Xbox One X, attuale ammiraglia, è ancora troppo giovane per appendere i tanto celebrati 6 teraflops al chiodo. Se poteste giocare ad Hellblade 2 piuttosto che ad Halo: Infinite senza la necessità di acquistare circa mezzo migliaio di euro in un nuovo hardware, non sareste contenti?

 


Discorso differente potrebbe essere fatto per quanto riguarda la sorella minore, Xbox One S. Già oggi questa inizia a mostrare troppe incertezze su molti titoli, e il suo limite rischia, e rischierà, di mortificare l’esperienza di gioco a causa dei numerosi compromessi. Inoltre, dover far girare un titolo anche su hardware così tanto meno prestanti rispetto ai nuovi standard, non limiterebbe in qualche modo la produzione di questi?

"Man mano che i nostri contenuti usciranno il prossimo anno, due anni, tutti i nostri giochi, come già succede con il PC, gireranno su e giù su tutta la famiglia di dispositivi. [...] Vogliamo essere sicuri che se qualcuno investe su Xbox da ora a Series X, questi si sentano di aver fatto un buon investimento e che noi stiamo lavorando per portar loro contenuti. "    - Matt Booty

Sicuramente si tratta di una mossa che serve a dimostrare al pubblico che la compagnia opera tenendo conto delle diverse esigenze e possibilità. Con l’uscita di Series X saranno sul mercato almeno tre versioni di Xbox. Queste avranno specifiche ben diverse e capacità altrettanto differenti, ma saranno disponibili in tre configurazioni di prezzo distinte. Probabilmente entro la fine di questo anno le attuali console scenderanno di prezzo e, con questa mossa, quasi tutti potranno permettersi di approdare su Xbox.

 


Se questo discorso viene fatto dai titoli first party, però, dobbiamo tener conto anche delle software house che non sono interne ai Microsoft Studios. Ubisoft, Electronic Arts e compagnia non hanno dichiarato nessun piano per quanto riguarda un supporto così tanto prolungato per quella che, tra pochi mesi, sarà ufficialmente rinominata old-gen. Sicuramente in questo primo anno ci saranno molti titoli cross-gen, come è stato anche sei anni fa. 


Intanto Sony PlayStation, che ancora non si è pronunciata in merito, sembra voler far intuire di aver scelto una strategia opposta a quella del colosso di Redmond. In termini di esclusive, Sony ha sempre preferito sviluppare i propri titoli per una sola generazione e non sembra propensa a cambiare rotta proprio adesso. The Last of Us, una delle ultime opere per PlayStation 3, venne sviluppato esclusivamente per la terza generazione di PS, e riproposta in un’edizione rimasterizzata solo dopo il lancio di PS4.

 

logo ps5


Le due compagnie hanno scelto di differenziarsi nel corso di questi ultimi due anni. Xbox, costretta a rincorrere la controparte che ormai sembrava irraggiungibile, ha dovuto diversificare l’offerta, rinnovarsi, ed effettivamente quello che propone oggi sembra talmente tanto conveniente per il pubblico che sembra impossibile non farci un pensierino. D’altro canto Sony, consapevole dell’enorme vantaggio maturato durante questa generazione, costruito sulle basi di una "superiorità" già consolidata durante gli ultimi anni della scorsa, ha scelto la strada della continuità. A confermarlo è anche la recente proposta di un logo che sì, copia e incolla, ma è perfettamente riconoscibile. Che la pensiate in un modo o nell’altro, insomma, concorderemo tutti sul fatto di poter affermare che quest’anno, e in quelli a venire, ne vedremo delle belle.

 

Ti è piaciuto l'articolo?

Facebook share
Twitter share
WhatsApp share
Telegram share
Reddit share

Commenti

Segnalazione

{{ report.comment.admin.nickname }} {{ report.comment.user.username }} {{report.comment.text}}
0 / 191
{{message}}
Utente non loggato