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ARC Raiders: ban permanenti e nuove misure anti-cheat contro i cheater

25 gennaio 2026

Embark Studios ha annunciato un irrigidimento delle misure contro il cheating in ARC Raiders, introducendo ban permanenti per i giocatori colti a barare. Nelle ultime settimane è stato registrato un elevato numero di bari a pochi mesi dal lancio di ottobre, con la diffusione di aimbot, exploit e altri strumenti illegittimi che hanno impattato in modo significativo sull’esperienza di gioco. 

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Lo studio ha dichiarato di considerare la questione una priorità e di essere al lavoro su modifiche alle regole interne e sull’implementazione di nuovi sistemi di rilevamento per identificare e rimuovere più efficacemente i profili sospetti.  

Dal ban temporaneo al ban permanente

Nelle scorse settimane Embark aveva iniziato a intervenire con sospensioni temporanee per chi veniva sorpreso a barare, soluzione che però aveva generato malcontento all’interno della community, ritenuta insufficiente a scoraggiare il fenomeno. A seguito delle critiche di giocatori e creator, lo studio ha ora iniziato ad applicare ban permanenti agli account coinvolti in attività di cheating.  

Alcuni streamer di riferimento per la scena di ARC Raiders, tra cui TheBurntPeanut, avevano espresso pubblicamente la propria frustrazione per la presenza costante di cheater nelle lobby, arrivando a minacciare l’abbandono del gioco in assenza di interventi più incisivi. Un altro content creator, Thump, ha segnalato che uno dei profili segnalati durante queste sessioni è stato effettivamente bannato in modo definitivo, interpretando la scelta come un cambio di passo da parte di Embark.

Il ruolo degli streamer e l’impatto sulla community

La questione non riguarda solo i giocatori occasionali: gli streamer sono esposti anche al problema dello stream sniping, con bari che seguono in tempo reale le sessioni per  disturbare deliberatamente le partite. Questa combinazione di cheating tradizionale e targeting mirato rende particolarmente difficile mantenere partite regolari e fruibili in live.  

Anche figure di spicco come Shroud hanno criticato la gestione iniziale del problema, arrivando ad affermare che lo studio “non ha il controllo” del gioco e collegando la propria permanenza sul titolo alla capacità di Embark di affrontare il fenomeno in modo più strutturato.

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L’introduzione dei ban permanenti rappresenta un primo segnale concreto della volontà dello studio di rafforzare le politiche anti‑cheat, ma Embark ha lasciato intendere che sono previste ulteriori evoluzioni del sistema di rilevamento e delle regole a tutela dell’integrità competitiva.

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